Nella teoria sociologica e psicologica di George Herbert Mead (1863-1931), l’“altro generalizzato” (in inglese “generalized other”) è un concetto chiave per comprendere come l’individuo interiorizzi le norme, i valori e le aspettative della società di cui fa parte. Si tratta di un passaggio fondamentale nello sviluppo del Sé: secondo Mead, l’essere umano costruisce la propria identità (il “me” e l’“I” nella sua terminologia) anche assumendo il punto di vista di un’entità collettiva più ampia rispetto alle singole persone con cui interagisce.
Definizione
Altro generalizzato indica l’insieme di atteggiamenti, credenze e norme che l’individuo percepisce come provenienti dalla collettività o dal “gruppo sociale in generale”. Quando un soggetto si sforza di valutare le proprie azioni o intenzioni non più soltanto dal punto di vista di singoli interlocutori (i cosiddetti “altri significativi” o “altro particolare”), ma dal punto di vista diffuso e impersonale della società (l’“altro generalizzato”), vuol dire che ha interiorizzato il ruolo e le aspettative della comunità.
Origine e sviluppo del concetto
Mead descrive lo sviluppo del Sé in diverse fasi:
- Fase del gioco (play): il bambino imita ruoli specifici (ad esempio il ruolo del genitore, dell’insegnante, del medico), ma si concentra su un singolo “altro significativo” alla volta. In questa fase si acquisisce la capacità di prendere la prospettiva di un altro individuo.
- Fase del gioco organizzato (game): il bambino inizia a partecipare a giochi di gruppo con regole precise (come il baseball o altri sport di squadra). Deve coordinare il proprio comportamento con il comportamento di più persone contemporaneamente e tenere a mente le regole condivise dal gruppo. È qui che emerge la capacità di assumere il punto di vista dell’“altro generalizzato”: non solo quello di un singolo ruolo, ma l’insieme delle aspettative del gruppo o della società.
- Interiorizzazione del punto di vista collettivo: una volta sviluppata, la capacità di considerare il proprio agire dal punto di vista dell’“altro generalizzato” consente all’individuo di valutare le proprie azioni e intenzioni sulla base di ciò che è socialmente accettato o meno, senza doversi riferire ogni volta ad altri specifici.
Funzione e importanza nell’analisi sociologica
- Struttura normativa e controllo sociale: grazie all’“altro generalizzato”, l’individuo non ha bisogno di un controllo esterno costante, perché è in grado di anticipare quali saranno le reazioni sociali. Questa interiorizzazione delle norme e dei valori facilita la coesione sociale.
- Identità e appartenenza: la capacità di “sentirsi parte” di un gruppo o di una società è strettamente connessa all’adozione di un punto di vista condiviso, ovvero di un “altro generalizzato”.
- Autoregolazione: l’assunzione del ruolo dell’“altro generalizzato” permette all’individuo di valutare le conseguenze delle proprie azioni su larga scala, prevedendo anche reazioni collettive. Ciò favorisce comportamenti più responsabili e cooperativi.
Critiche e sviluppi successivi
- Alcuni autori hanno sottolineato che il concetto di “altro generalizzato” rischia di apparire eccessivamente omogeneo: in società complesse e differenziate potrebbero esistere più “altri generalizzati” (ad esempio, il punto di vista dello Stato, della Chiesa, del gruppo professionale, ecc.), e l’individuo potrebbe interiorizzare una pluralità di prospettive, talvolta conflittuali.
- Le teorie femministe, post-coloniali e post-strutturaliste hanno rimarcato che la visione di Mead, pur fondamentale, non tiene adeguatamente conto delle disuguaglianze di potere e delle differenze di genere, etnia o classe che influenzano la costruzione dell’“altro generalizzato” e le diverse opportunità di interiorizzarlo.
- Nonostante ciò, il concetto resta centrale nella sociologia interazionista e nella comprensione di come gli individui, già da bambini, costruiscano un senso di sé che non è soltanto una somma di esperienze individuali, ma anche (e soprattutto) il frutto di interiorizzazioni collettive.
Sintesi
In sintesi, l’“altro generalizzato” è l’insieme di norme, valori e aspettative sociali che un individuo fa propri e utilizza per guidare i propri comportamenti in accordo (o in contrapposizione) ai modelli socialmente condivisi. È una nozione introdotta da Mead per spiegare come i singoli arrivino a percepire se stessi non solo attraverso relazioni dirette con “altri significativi”, ma anche tramite l’adozione di un punto di vista più ampio e collettivo, indispensabile al funzionamento e alla coesione del tessuto sociale.