Gregory Bateson (1904-1980), antropologo, scienziato sociale e teorico della comunicazione, propose una visione della mente profondamente intrecciata con i concetti di sistema, circolarità e comunicazione. In particolare, nel suo libro Mind and Nature: A Necessary Unity (1979) e in altri scritti, Bateson delineò alcuni criteri fondamentali per definire ciò che chiamiamo “mente” o “processo mentale”. Sebbene esistano diverse formulazioni, si possono riassumere le caratteristiche principali della mente secondo Bateson nei seguenti punti:
Un insieme di parti o componenti interconnesse
La mente non è riducibile a una singola “cosa” o a un singolo organo (come il cervello inteso in senso isolato); piuttosto, si configura come un “insieme” o un “sistema” di elementi in reciproca interazione. Per Bateson, la mente non risiede esclusivamente all’interno della scatola cranica, ma emerge dalla rete di relazioni tra organismo, ambiente e contesto sociale.
L’informazione come “differenza che fa la differenza”
Bateson riprende la definizione di informazione come “la differenza che fa la differenza” (the difference that makes a difference). In altri termini, un sistema mentale reagisce a differenze o variazioni significative, cioè a quei cambiamenti che hanno un impatto o che veicolano un significato all’interno del sistema stesso.
Presenza di circuiti di retroazione (feedback loops)
I processi mentali si manifestano attraverso circuiti chiusi di interazione (feedback), dove le informazioni circolano e influenzano reciprocamente le parti del sistema. Questa circolarità è fondamentale per l’autoregolazione, l’apprendimento e l’adattamento.
Necessità di un supporto energetico distinto dall’informazione
Bateson sottolinea che l’informazione non è energia: per far circolare l’informazione nei circuiti servono processi energetici, ma l’informazione è “di un altro ordine”. Questo distingue l’evento fisico (energia) dal contenuto di “significato” o di “differenza”.
Processi di autocorrezione e apprendimento
Un sistema mentale non solo scambia informazioni, ma è in grado di modificare il proprio comportamento in base al feedback ricevuto. Questa capacità autocorrettiva è alla base dell’apprendimento e dell’evoluzione del sistema.
Livelli logici e metacomunicazione
Bateson introduce il concetto di “livelli logici” della comunicazione:
Carattere sistemico ed ecologico della mente
Bateson insiste sul fatto che la mente è distribuita nel sistema di relazioni tra organismi e ambiente. Invece di concentrarsi su un singolo individuo, egli parla di “ecologia della mente”: la mente si estende e si dispiega all’interno di circuiti che comprendono anche strumenti, contesto culturale, natura ed ecosistema.
Impossibilità di dividere nettamente il soggetto e l’oggetto
Poiché il processo mentale è un fenomeno di relazione e scambio, “interno” ed “esterno” non sono separati in modo rigido: nel pensiero di Bateson, soggetto e ambiente comunicano e si co-determinano.
In sintesi, per Gregory Bateson una “mente” è:
Questa prospettiva sottolinea come i fenomeni mentali siano inseparabili dalle relazioni e dai contesti in cui emergono, offrendo una visione “ecologica” e sistemica dell’intelligenza e della cognizione.